Il comando “Vieni”: il richiamo che vale più di mille guinzagli

Se dovessi scegliere un solo insegnamento da dare al tuo cane per salvargli la vita, sarebbe senza dubbio il richiamo. Il comando “Vieni” non è un semplice esercizio di obbedienza, ma un vero e proprio salvavita. Immagina che il guinzaglio si rompa vicino a una strada trafficata o che un cancello rimanga aperto per sbaglio: in quell’istante, la capacità del tuo cane di girarsi e correre da te al primo fischio fa la differenza tra uno spavento e una tragedia. Ma il richiamo è anche sinonimo di libertà: solo un cane che torna affidabilmente può godersi il privilegio di correre libero nei prati.
Non “avvelenare” il richiamo
Il motivo principale per cui molti cani ignorano il proprietario è che hanno imparato che “Vieni” significa “fine del divertimento”. Se chiami il tuo cane solo per legarlo al guinzaglio, portarlo via dal parco, fargli il bagno o sgridarlo, lui associerà quella parola a qualcosa di negativo. Per avere un richiamo infallibile, devi essere la cosa più bella del mondo ai suoi occhi. Il “Vieni” deve essere sempre una festa. Specialmente quando si inizia a educare un cucciolo di cane, il ritorno verso di te deve coincidere con premi, carezze e lodi sperticate. Anche se ci ha messo dieci minuti a tornare e sei frustrato, quando arriva devi sorridere: se lo sgridi al suo arrivo, capirà che tornare da te è pericoloso.
La tecnica della “fuga gioiosa”
I cani sono predatori e amano inseguire. Possiamo sfruttare questo istinto a nostro vantaggio. Invece di stare fermo come un palo e urlare il suo nome (che risulta noioso o autoritario), prova a chiamarlo e correre via nella direzione opposta. Questo movimento attiverà la sua voglia di raggiungerti. Per impostare l’esercizio correttamente, parti da una situazione statica: chiedi al cane di aspettare usando il comando seduto, allontanati di qualche passo e poi chiamalo con entusiasmo. Quando arriva, premialo generosamente.
Dalla sicurezza del giardino al mondo reale
Insegnare il richiamo in salotto è facile; farlo al parco con altri cani, odori e distrazioni è la vera sfida. Non avere fretta di sganciare il moschettone. Usa una “lunghina” (un guinzaglio lungo 5-10 metri) che ti permetta di simulare la libertà mantenendo il controllo. Questo strumento è un ponte fondamentale nel percorso per addestrare il cane al guinzaglio e gestirlo in spazi aperti. Se lo chiami e lui ti ignora, la lunghina ti permette di guidarlo dolcemente verso di te, impedendogli di auto-gratificarsi ignorandoti.
Il fattore socializzazione
Spesso il richiamo fallisce perché il cane è troppo interessato ai suoi simili. È normale: giocare è bellissimo. Tuttavia, il tuo cane deve imparare che tu sei più interessante di qualsiasi compagno di giochi a quattro zampe. Una buona e corretta socializzazione dei cuccioli non significa farli giocare con tutti in modo indiscriminato, ma insegnargli a stare tranquilli in presenza di altri cani e a prestare attenzione al proprietario anche in contesti affollati.
Il tuo cane torna da te come un fulmine o ci pensa su due volte prima di decidere se ne vale la pena?